febbraio 15, 2013

sciolgo le trecce ai cavalli

È lì che inesorabilmente cadono, complice la forza di gravità, i caduti nella battaglia contro la spazzola o magari semplicemente suicidi, per stanchezza, che si lasciano cadere a terra.

I capelli (miei, lunghi). Il tappetino del bagno. Io.
Questi i protagonisti della torbida storia.

Possiedo un aspirapolvere, ma in tutta franchezza trovo noioso mostrargli scampoli di mondo ogni due giorni per aiutarmi a debellare il nemico mal celato.
L'alternativa di sbatterli energicamente fuori dalla finestra, oltre che a minare la convivenza col vicinato, risulta anche poco efficace.

Dalle rovine della memoria ho recuperato una nozione trovata per caso nella rete, e bastò semplicemente modificarne il fine.
Tempo fa, infatti, trovai il suggerimento di utilizzare quelle spugnette "abrasive" sugli abiti al fine di togliere nostalgici pelucchi lasciati da maglioni espansivi ed invadenti.



Pertanto, presa una ormai desueta spugna abrasiva; non più utilizzata per il suo scopo originario ho cominciato a spazzolare il tappetino del bagno. Come stessi strigliando un cavallo. Lo passo più volte, in tutte le direzioni, fino a quando non riemerge il colore naturale del tappetino.

Attraverso questa semplice operazione, i fuggiaschi rimangono intrappolati nella spugna.
Una volta tornato a nuova vita la vivacità del colori, resta da verificare l'eventuale presenza di macchie. In questo caso, avendo eliminato tracce della permanenza di capelli ed altro dalla sua superficie, il tappetino è pronto per essere lavato in lavatrice. Con la certezza che nulla di fastidioso vada a popolare il filtro della lavatrice.


E ora, attenzione! Poiché le immagini che sto per mostrarvi sono molto forti non adatte ad un pubblico sensibile.
Nell'immagine di sinistra un dettaglio del tappetino del bagno, in cui i colori sono oscurati dall'arroganza di capelli ed altri residui.
L'immagine di destra (mi auguro si noti la differenza) invece mostra il tappetino liberato dalla schiavitù e dall'oppressione.

PRIMA
DOPO



Infine, quest'ultimo scatto racchiude il frutto di cotanto lavoro. A beneficio di pochi -spero- dubbiosi, non andrà nello scarico del WC bensì nella spazzatura! 

Seguo questa procedura un paio di volte la settimana in modo da mantenerlo pulito in modo veloce, efficace ed economico (non usando l'aspirapolvere che richiede parecchia energia elettrica anche per un lavoro all'apparenza rapido).
Ritengo che questo trucchetto si sposi piuttosto bene con tappeti a tessitura piatta (nel mio caso, trattasi di tappeto in fibre ricavate da bottiglie di plastica) o a pelo lungo.
Rimango col dubbio nei casi di tappeti annodati a mano.

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