ottobre 07, 2012

le tre biofasi

"Perché quando non secca la pelle come un normale sapone"
La mia storica compagna di banco si premurò di precisare che, effettivamente, lo faceva molto di più.

Ancor prima della particolare fase che sto vivendo, desideravo un rituale per il viso che comprendesse un sapone.
Perché un sapone? Innanzitutto per il rapporto quantità prezzo, ovviamente. Se poi fossi riuscita anche ad aggiungere la qualità avrei fatto un centro grande come una casa.
L'esito della mia sterile ricerca fu come il barcollare di uno sbronzo nel buio: mi portò alla scelta di alcuni prodotti che non mi soddisfacevano per nulla.
Ma all'epoca, vivevo nell'errata convinzione di acquistare prodotti validi, il solo sapone foss'anche stato buono non avrebbe sortito l'effetto desiderato poiché altri, che utilizzavo, gli remavano contro.
La scoperta dell'INCI questo sconosciuto, mi accese più di una luce.

Ormai, da anni credo di aver individuato, e fissato, il mio cerimoniale quotidiano per il viso.

In tre piccoli, semplici, efficaci ed economici passi (ed ecobio, ma che ve lo dico a fare?) costituiti da un olio vegetale, un buon sapone e, a concludere, un tonico.
Questo trio è noto come le tre biofasi.

L'olio vegetale mi occorre per "far sciogliere" il trucco, anche quello più resistente.
L'olio va massaggiato, con le mani o con l'ausilio di un dischetto di cotone o di stoffa, su tutto il viso senza strofinare troppo.
La mia scelta cade su oli efficaci ma non troppo costosi,  e trovo personalmente inutile utilizzare per questo scopo oli blasonati e magari pure costosi anche, e soprattutto, perché poi l'olio non rimane sulla pelle facendo agire i suoi preziosi contenuti ma viene sciacquato.
Sono arrivata a restringere la scelta fra due oli.
L'ormai famoso Olys della Carapelli per chi non lo conoscesse ancora, si tratta di un olio dalla consistenza leggera facile da eliminare senza ricorrere alla smerigliatrice. Contiene olio di germe di grano e di mais, riso, noce e ribes. Mi piace molto questo olio perché molto versatile, credo proprio che ne parlerò ancora in un prossimo post.
Alternativamente acquisto un olio extravergine di oliva bio, dalla consistenza leggermente più densa ma che comunque conserva la facilità di eliminazione togliendo ogni traccia di trucco.



Il secondo passo è il sapone

Attraverso i riferimenti che si trovano a pie pagina, capiamo come orientarci nella scelta di un sapone che comunque deve essere delicato.
Negli anni ho avuto modo di testarne diversi, sebbene abbia avuto la fortuna di trovare più volte prodotti eccellenti sono sempre alla ricerca di saponi validi, anche perché non mi piace rimanere vincolata ad uno soltanto. C'è sempre l'eventualità che non sia reperibile velocemente.
Qualora fosse di interesse, posso fare un post separato descrivendo brevemente i saponi che ho personalmente testato.
  




Infine, l'ultimo passo: il tonico.
Dopo aver utilizzato il sapone, che ha pH basico, occorre riacidificare il pH della pelle. Il tonico ha esattamente questa funzione.
Dopo aver provato, anche con soddisfazione, alcuni tonici già pronti in commercio alla fine ho scelto questa soluzione: 50 grammi di acqua distillata e 1 cucchiaio di aceto di mele.
Ma potrebbe anche essere adeguato il succo di limone o l'aceto di vino, di quest'ultimo non gradisco molto l'odore che è un po' più forte di quello scelto.
Questo preparato mi dura circa un paio di settimane. Mi garantisce quindi una buona durata senza doverlo preparare tutti i giorni.
Confesso che ogni tanto ho la voglia di dare una sferzata di novità al tonico, ma fortunatamente la rete offre tante soluzioni per rivestirirlo di nuovo.



Vi lascio i consueti riferimenti per poter beneficiare dell'acqua fresca di fonte:
*Sai cosa ti spalmi forum 
http://www.saicosatispalmi.org/index.php?option=com_content&task=view&id=145&Itemid=11
*L'angolo di Lola
http://lola.mondoweb.net/viewtopic.php?f=19&t=6429

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