ottobre 15, 2012

ecobio ... che?

Fino a questo punto ho parlato come se mi stessi rivolgendo a persone che hanno fatto il mio stesso percorso, ma forse occorre precisare qualche cosa prima di procedere.
Mi piace quindi cominciare raccontando come iniziò il mio cammino, fatto di scelte e consapevolezza.


Il tutto ebbe inizio diversi anni fa. Mi trovavo a far chiacchiere con un'amica che, per scelte derivanti da problemi di salute, cominciò ad informarsi ed evitare buona parte dei prodotti comunemente acquistati per la cosmesi, l'igiene personale e della casa per orientarsi diversamente.

Le sono tutt'ora grata del fatto che mi rese innanzitutto partecipe di questa fase della sua vita ma che mi aprì soprattutto gli occhi.

Quando ci si trova nel buio dell'ignoranza (nel senso di ignorare) si va a tentoni e talora ci si appoggia a qualcosa credendolo saldo e sicuro, ma potrebbe non esserlo.

Lo spalancarsi della "porta della conoscenza" mi inondò di una luce accecante: troppe informazioni tutte in una volta che sconvolgevano alcune delle sicurezze che fino a quel momento avevo.
Non appena gli occhi si abituarono a vedere ogni cosa in modo chiaro e nitido, potei notare che i "sostegni" fino a poco fa creduti robusti, altro non erano che traballanti strutture prive di una reale stabilità.

Cominciai a capire come mai di tanto in tanto la pelle del mio viso tendeva a screpolarsi. L'errore che facevo era di comprare altri prodotti, dalla consistenza sempre più corposa in modo da ovviare al problema ma sempre realizzate con ingredienti discutibili.

Vi assicuro che non è sempre così, ma in quel caso 2 più 2 faceva esattamente 4.

Ho cominciato ad informarmi e ad osservare quello che avevo comprato nel tempo, ad analizzare ogni singola voce.
La rete offre molteplici aiuti in questo senso. I miei capisaldi sono diversi.
Innanzitutto il biodizionario del dott. Zago che dà la possibilità, inserendo voce per voce,  di osservare il contenuto dei prodotti. Un vero e proprio riferimento.
Ed anche promiseland, un sito davvero ricco che contempla anche blog e forum. 
Ed infine, ma non certo per importanza, L'angolo di Lola e Sai cosa ti spalmi
I siti appena citati, offrono dei notevoli spunti di riflessioni, ricette per autoprodurre i cosmetici in casa oltre che analisi e recensioni dei prodotti di uso comune ed anche un vero e proprio confronto con persone che hanno preso decisioni analoghe, ma non sempre uguali.

Fu allora, dunque, che venni a conoscenza di parole nuove come parabeni, siliconi e petrolati.

Quando vediamo le famose immagini del cormorano coperto dal petrolio, rabbrividiamo.
Ma perché rabbrividire se poi, volontariamente, ci copriamo di derivati del petrolio?
Per tacer dei parabeni e dei petrolati.
Si forma come una patina sulla pelle e sui capelli, simulando morbidezza ed uniformità al tatto. Ma è finzione! Questa "patina", alcuni sostengono, che possa impedire alla pelle di respirare. La pelle è il nostro terzo polmone, facciamo in modo che riesca a fare il suo lavoro nel miglior modo possibile e senza ostacolarlo.
È come trovare una bella parola scritta e cancellarla col bianchetto. Qualcuno mi potrà dire che sotto la parola bella c'è comunque e io invece obietto che è stata cancellata e, quindi, è come se non ci fosse più ... anzi, forse non c'è mai stata.
Oltre al fatto che non fanno poi così bene alla pelle e ai capelli, alcuni di questi ingredienti sono anche inquinanti. Un bel gattone che si morde la coda.

Da qualche anno scelgo in modo consapevole i prodotti per la cosmetica, con un occhio agli ingredienti (ed ovviamente al prezzo). Ma non basta.

Ho cercato di allontanare un po' il limite da raggiungere cominciando a scegliere con maggior accortezza anche i prodotti per la pulizia della casa.
Può capitare infatti che certi detergenti siano troppo aggressivi e possano causare dermatiti da contatto. E i detersivi per il bucato? Lascereste, consapevolmente, che certe sostanze vadano a contatto con le parti più delicate e vulnerabili del vostro corpo o dei vostri bambini?
Buona parte di quei prodotti che crediamo vadano a pulire in profondità e con azione antibatterica in realtà non sappiamo quali altre conseguenze possano avere.
Mi piace molto la parola "consapevolezza" perché indica che si partecipa attivamente, che si è protagonisti della propria vita anche partendo dalla scelta di un detersivo per i piatti, per esempio.
Sarà capitato anche a voi, o a qualcuno che conoscete, di avere delle strane reazioni cutanee senza riuscire a capire da dove possano provenire, forse è il momento di prestare maggiore attenzione a quello che si compra. Senza sottovalutare nulla.
Vi sembra un lavoro da matti? Forse all'inizio, quando si passa dal buio alla troppa luce, ma poi tutto diventa chiaro e più semplice.
Ma una cosa importante secondo me è fissare dei capisaldi senza impazzire per voler provare qualsiasi cosa presi da un'insana ingordigia, sebbene all'inizio si può essere storditi dalla quantità di novità.

Negli ultimi anni stanno aumentando le bioprofumerie, negozi specializzati che vendono prodotti ecobio ed anche su internet è possibile trovare un'ampia offerta. Ma non dimentichiamo che anche al supermercato, con un po' di pazienza, possiamo acquistare dei prodotti con "inci verde".

Infine, "ecobio".

Taluni storcono il naso sentendo la parola ecobio (ecologico e biologico), d'altro canto la parola "naturale" è decisamente inflazionata anche su cosmetici che sulla carta non lo sono per nulla.
Non è sufficiente cercare prodotti in cui sulla confezione lampeggia al neon la scritta "naturale", controllando la lista degli ingredienti (INCI International Nomenclature of Cosmetic Ingredients) ci si potrebbe rendere conto che naturali non lo sono per nulla.
Per cui, voi chiamateli come volete perché io, di certo, io non sofistico. 
Ma l'importante è che siano "buoni".





 


Nessun commento:

Posta un commento

ho reso possibile lasciare un commento anche a coloro che non hanno un account google o blogger ma, non amando particolarmente i messaggi da "Anonimo", vi prego di firmarvi