ottobre 21, 2012

aceto alla lavanda

Come preannunciato nel post dedicato alle tre biofasi, la voglia di cambiare abito e funzionalità al mio tonico (aceto di mele e acqua distillata) c'era da un po'.
In realtà, non mi sono lanciata in una trasformazione macgyveriana estrema. Ho semplicemente messo insieme un paio di cose che avevo in casa ... con la fortuna di aver letto qualcosa di utile in giro.

A Bologna c'è un grazioso negozio che vende tè, infusi e molto altro ancora (http://www.stregate.it/it/index.html) nel quale, durante la mia ultima visita, avevo acquistato un sacchettino di fiori di lavanda. Il negozio è un crogiolo raffinato in cui è davvero piacevole perdere un po' di tempo tra i vari barattoli di infusi e tisane con inusuali miscele di erbe e fiori, le spezie il cioccolato e gli accessori. Attraversare la porta di ingresso è un po' come fare un viaggio in terre lontane e fantastiche.


Ma tornando a noi, l'acquisto fu dettato semplicemente dal romanticismo in sé senza avere in mente nulla di particolare.

Chiamiamola fortuna o chiamiamole coincidenze, ma sta di fatto che mi ritrovo a leggere "Curarsi con l'aceto" (Marie France Muller, Edizioni l'Età dell'Acquario, €10,00) ed anche a fare una visita attenta ed interessata al blog Il Calderone Alchemico.
In entrambe le fonti è presente la ricetta dell'aceto alla lavanda e, non sapendo che farne di quegli adorabili fiorellini secchi, ho insolitamente preso al palla al balzo.

Ho adattato le dosi della ricetta con i fiori che avevo a disposizione.
Non avendo trovato particolari indicazioni su come dovesse essere il contenitore, ho preso uno dei tanti barattoli di vetro che ho in casa (talora, per certi preparati è preferibile utilizzare un contenitore di vetro scuro).
Rispetto alla ricetta presente su Il Calderone Alchemico, il quantitativo di fiori in mio possesso era nettamente inferiore per cui, attraverso la magia di una proporzione ho ricavato quanto dovesse essere l'aceto di mele necessario.
Durante il periodo di "cova" di venti giorni non ho mai aperto il barattolo ma quotidianamente, come un saluto o gesto scaramantico, passavo e scuotevo il barattolo. 
Quasi come in cerca di una risposta segreta ad una domanda che nemmeno io sapevo, ma il depositarsi casuale dei piccoli fiori sulla parete del barattolo avrebbe potuto svelarmi il recondito messaggio. 
Forse il messaggio è la pazienza, è la voglia di fare qualcosa di nuovo e di buono mettendo insieme poche cose. O forse non c'era alcun messaggio.

Ad ogni modo, passato il periodo di cova di venti giorni, questa sera è giunto il momento di filtrare il preparato. 
Di per sé, l'aceto di mele ha un suo odore, seppur delicato, leggermente acre.
Ma nello spettacolo in scena non è lui il protagonista.
All'apertura del vasetto, vengo infatti inondata dall'odore fresco, frizzante e pungente di lavanda.
Ho proceduto con il filtraggio, assicurandomi che i fiorellini non conservassero gelosamente del liquido prezioso al loro interno, travasando in un altro contenitore di vetro.
Era la prima volta che mi cimentavo in questa facile ricetta, ma comunque non era certa del risultato. Di certo non mi aspettavo un profumo così forte.
Viene talora consigliato di aggiungere delle gocce di olio essenziale di lavanda, ma penso che salterò questo passaggio.
Non ho né la pelle né i capelli grassi, sicché decido di lasciarlo così, liscio.
Vista la pochezza di prodotto ottenuto quasi non ho scelta se non utilizzarlo come gran finale nelle tre biofasi.
Ma non è ancora pronto per l'utilizzo. Non resta che aggiungere l'acqua distillata. 
Il Calderone Alchemico suggerisce di pesare il composto e mettere pari quantità di acqua distillata.
Come ho detto non ho la pelle grassa e temo che il connubio di aceto, seppur di mele, e la presenza di lavanda possano essere vagamente aggressivi per il mio viso. Esiste quindi l'eventualità che aggiunga un po' più acqua del consigliato.

Aceto di mele e lavanda ... ma quanta poesia, mi fa?



Riferimenti:

"Curarsi con l'aceto"
Marie France Muller
Edizioni l'Età dell'Acquario


"Aceto un rimedio divino"
Stefania Dal Principe, Luigi Mondo
Edizioni FAG Milano


Il Calderone Alchemico

StregaTe 

Via Porta Nova, 7/A Bologna


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