settembre 24, 2012

il metodo France Guillain

per una vita sana e armoniosa

Do inizio alle danze parlando di un argomento che mi ha veramente cambiato la vita.



"Il metodo France Guillain" 
France Guillain
Edizioni L'Età dell'Acquario
€ 19,50


Grazie alla segnalazione di un'amica, la primavera scorsa sono approdata a France Guillain, alla sua filosofia e ai suoi scritti. In un primo momento ho cercato su internet quanto più potevo per farmi un'idea, alla fine ho preferito andare direttamente alla fonte comprando i suoi libri pubblicati in italiano, dove ho potuto godere direttamente del Guillain pensiero senza filtri e premasticazioni da parte di altri.
Il mio intento è quello di dare qualche indicazione a riguardo, nella speranza di stuzzicare altre menti ricettive.

La premessa con cui inizia il libro è interessante, poiché rende partecipi i lettori sul percorso fatto dall'autrice che le ha permesso poi di concepire il metodo.

Il libro, così come il metodo,  è composto da diversi tasselli che incastrati insieme vanno a lavorare in sinergia per la nostra salute.

Vediamo di dare una rapida scorsa ai capitoli  1. L'alimentazione  e 4. Il cibo biologico.

L'intestino è un vero e proprio reticolo di neuroni. Il nostro cervello lavora grazie alle costanti informazioni che riceve dalla moltitudine di neuroni disseminati nell'organismo.
Ed anche, lo stomaco crea il 95% di serotonina e si producono venti neuromediatori. Questi ultimi, procurano al cervello l'energia e la forza necessaria a superare gli stress della vita.
Nello stomaco e nell'intestino si elaborano la dopamina (portatrice di energia), l'acetilcolina (importante per la memoria), il GABA (acido gamma-amminobuturrico per la stabilità, l'equilibrio e la resistenza) e la serotonina (per la gioia di vivere).
Anche l'intelligenza può essere compromessa o migliorata dal nostro modo di vivere.
Osserviamo subito che il cibo che decidiamo di mangiare è molto di più che qualcosa con cui rimpiere lo stomaco, influisce sulla nostra vita in maniera che non immaginavo.


Come affrontare un normale pasto?

Innanzitutto, sarebbe opportuno cominciare i pasti con un vegetale crudo.
Dalla notte dei tempi, l'uomo si è nutrito di cibi crudi per cui il cervello li riconosce immediatamente riuscendo a svolgere un'eccellente funzione digestiva.
Quello che accade invece mangiando cibi cotti è un po' diverso.
Attraverso una cottura, per così dire, leggera (come potrebbero essere al vapore, a fuoco lento o in forno tradizionale o a raggi infrarossi) riprendere il lavoro può divenire leggermente faticoso.
Con una cottura pesante ed elaborata (grigliata, pentola a pressione, microonde, frittura) non ci sorprendiamo del fatto che il pasto si conclude con una grande sonnolenza.
Pertanto, la prima dritta è cominciare con un cibo crudo e far seguire un pasto cotto in modo leggero. Altrettanto importante è la masticazione. Gli alimenti infatti devono passare un sufficiente tempo in bocca affinché possano essere inviate al cervello le informazioni necessario per iniziare il primo stadio della digestione. Il cibo quindi deve essere insalivato e molto ben masticato prima di essere ingoiato.

Che il cibo debba anche provenire da agricoltura biologica non ci sorprende affatto.

Nel libro vengono citati studi secondo i quali frutta e verdura biologiche sono migliori sul piano nutrizionale (più nutritivi e meno tossici) rispetto ai cugini che vengono trattati chimicamente, ed in quanto tali si rendono sufficienti dosi inferiori.
In realtà il capitolo sul cibo biologico racchiude tantissime informazioni utili ed interessanti che però lascio svelare alla vostra curiosità.

Riassumendo: cibi da agricoltura biologica semplici con una cottura leggera preceduti da un vegetale crudo, insalivato e masticato lungamente e ... consumato in compagnia! 


...........

Mi piace precisare infine, che i libri di France Guillain sono vere e proprie costellazioni di citazioni bibliografiche, pertanto è possibile confrontare le sue asserzioni con gli scritti di altri autori/medici/studiosi.

Questi i riferimenti:

http://www.bainsderivatifs.fr/ 
http://www.mylifetv.it/search.php?type=videos&keyword=Derivativi

"I bagni derivativi"
France Guillain
Edizioni l'Età dell'Acquario
€18,00

"Il bagno derivativo
Cent'anni dopo Louis Kuhne"
France Guillain
Edizioni l'Età dell'Acquario
€16,00

"Il nuovo libro dei bagni derivativi"
France Guillain
Edizioni l'Età dell'Acquario
€17,00

"Il metodo France Guillain"
France Guillain
Edizioni l'Età dell'Acquario
€19,50


2 commenti:

  1. Un commento breve, dato che non ho letto i testi della Guillan non mi permetto di criticarla direttamente, ma prendendo per buone le cose che hai scritto, mi permetto alcune osservazioni. Niente da dire sulla primissima parte, ovvero sul ruolo fondamentale dell'apparato digerente, che va molto oltre la semplice digestione ed assimilazione ma influenza l'organismo a livello sistemico (oltre alla rete neuronale ricordiamoci anche l'enorme complesso linfoide). Non capisco però quale sarebbe il legame con il secondo argomento, ovvero che sarebbe meglio affrontare il pasto con un vegetale crudo. Iniziamo dicendo che noi sappiamo ben poco di quale fosse la dieta dei nostri progenitori, ed anche che molto dipende da chi decidiamo debbano essere i nostri prigenitori di riferimento: Homo abilis aveva una dieta differente da Homo erctus, e certamente differente dalla dieta delle australopitecine. Il fatto che noi ci siamo inizialmente evoluti mangiando alimenti crudi non vuol naturalmente dire che gli alimenti crudi siano necessariamente meglio di quelli cotti. Vuol solo dire che date le limitazioni imposteci dall'ambiente abbiamo dovuto adattarci al meglio possibile (ovvero non perfettamente). Ma i dati mostrano che la conquista del fuoco e della possibilità di cuocere i cibi ha reso più nutrienti gli alimenti: la cottura rende più biodisponibili molti nutrienti, ammorbidisce le fibre, rendendo possibile nutrirsi di più, crescendo di peso, statura e dimensione del cervello. E' vero che tende a distruggere dei composti termolabili, ed è per questo che è meglio mangiare cotto e crudo. Ma certamente non sembra vero che un cibo crudo sia più digeribile di uno cotto, semmai il contrario. Mi piacerebbe sapere come lo giustifica nel libro l'autrice. Quanto al biologico, non è vero che il biologico sia più nutriente, è vero ce un cibo ben coltivato è più nutriente, ma il biologico viol dire solo coltivato senza l'uso di antiparassitari e fertilizzanti di sintesi. vari studi hanno mostrato che non ci sono differenze sostanziali tra vegetali ben coltivati e biologici e vegetali ben coltivati e non biologici. Anche il rschio di tossicità è esagerato. Se il coltivatore segue le indicazioni i pesticidi sono scomparsi da tempo dal vegetale al momento del consumo. Altro discorso è l'inquinamento del terreno e delle acque.
    Marco Valussdi

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    1. Ciao Marco,
      per scelta ho deciso di limitarmi a raccontare sommariamente i principi base del metodo, più volte nel corso dei miei post ho invitato gli incuriositi a far riferimento ai testi degli autori.
      Ad ogni modo, io non so cosa mangiassero l'homo abilis o l'homo erectus, ma la Guillain suggerisce di consumare cibi che hanno subito una cottura leggera e facendoli precedere da un vegetale crudo perché così facendo i leucociti si mantengono entro una certa soglia. Per affermare ciò, fa riferimento al test della leucocitosi digestiva (conosciuto da oltre sessant'anni).
      Ci fa osservare tre casi: cibi crudi, cibi che subiscono una cottura leggera o cibi cotti in maniera elaborata.
      Nei suddetti casi si hanno rispettivamente una densità di leucociti che si aggira tra i 5000 e i 7000 per mm^3 (perché sostiene "il cervello conosce il crudo da sempre"), con un cibo che subisce una cottura leggera la densità dei luecociti sale a 10.000/12.000; infine un pasto elaborato e preparato con una cottura pesante fa saltare la densità dei leucociti a 20.000/30.000.
      Leggendo il libro in oggetto, sull'argomento in questione, si trova quanto scritto "Secondo la nostra interpretazione, supponiamo che, negli ultimi due casi, il cervello non abbia identificato immediatamente ciò che entrava nella bocca. ... ha reagito come fosse stata in corso un'invasione microbica, facendo aumentare i leucociti e mobilitando cosìle nostre difese immunitarie."
      uno dei riferimenti bibliografici che fornisce su questo argomento è Lylian Le Goff "Nourrir la vie, Encyclopédie de l'alimentation biologique et de l'equilibre nutrionnel" Roger, Jollois, Limoges 2000
      Mi permetto ora di sottolineare che France Guillain (così come la sottoscritta, ma che non interessa a nessuno) non è una crudista, suggerisce semplicemente di dare la precedenza a vegetali crudi per quanto possibile.
      Sul fatto che il cibo bio sia più nutriente di quello convenzionale, se così vogliamo chiamarlo, mi ritrovi nuovamente a citare l'autrice (perché, ribadisco, ho cercato di essere neutrale in modo da non scrivere roba premasticata e offrire un punto di vista il più possibile neutrale) ma anche qui ci sono studi in merito al fatto che il biologico sia da preferire al cibo convenzionale.
      Poi, come per tutte le altre cose, è solo una questione di scelte.
      Grazie per essere passato di qua.

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